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Le cose da non fare quando i mercati scendono

 04-02-2016 Lino Di Santo

Dall'inizio dell'anno le Borse continuano a inanellare performances negative e il vento che arriva dalla Cina non promette nulla di buono. In un periodo come questo, gli investitori non sanno come comportarsi. Proprio per questo, molto spesso prendono decisioni affrettate, e perciò sbagliate, nel timore che possa avverarsi lo scenario peggiore, incubo per moltissimi risparmiatori. Uno scenario che descrive una catastrofe finanziaria di proporzioni immani, per la quale tutti i nostri risparmi, di colpo, vengono completamente azzerati , costringendoci alla povertà totale.
Va detto innanzitutto che ovemai si verificasse un evento simile, sarebbe di tale portata che non solo il nostro denaro (tanto o poco, e ovunque esso sia depositato) ma quello di tutti non avrebbe più il benché minimo valore. Neanche se avessimo investito in titoli della solidissima Banca di Paperopoli (spero che ricordiate di aver letto Topolino negli anni della vostra gioventù). E quindi il problema non sussiste.
Chiarito questo, ho creduto opportuno raccogliere in sintesi le principali osservazioni poste dai clienti in questo periodo, con le mie considerazioni al riguardo. Eccole di seguito:

Vendo tutto e nell'attesa metto sul conto corrente

E’ il primo pensiero che coglie chi viene assalito dal panico. Il punto è che si vende ai minimi, consolidando forse una perdita, per il timore che il valore del nostro investimento possa continuare a scendere. Il mercato, come sempre accade, riparte senza che ce ne accorgiamo e quando è il momento di ricomprare, i prezzi sono saliti ad un livello superiore rispetto a quelli di quando abbiamo venduto. L’esperienza del passato (1994, 1997, 2001, 2007, 2011, solo per citare gli ultimi anni) ci ha insegnato che i mercati hanno sempre premiato chi in queste circostanze è riuscito a mantenere i nervi saldi, a discapito di chi invece ha venduto ai minimi per ricomprare ai massimi. Il market timing perfetto non esiste. Senza contare che con i tempi che corrono, forse tenere più di centomila euro su un conto corrente o su un conto di deposito non è consigliabile…

Vendo tutto e mi rifugio in prodotti diversi

Negli ultimi quindici anni, i mercati finanziari non sono più decorrelati. Se la Cina scende, l'Europa, prima, e New York, subito dopo, faranno altrettanto. Il diverso ordine temporale dipende soltanto dal fuso orario (il sole sorge ad Est) e non più dalle caratteristiche strutturali delle diverse economie.
Dall’inizio dell’anno, infatti, tutti i mercati del mondo – nessuno escluso - sono scesi mediamente dell’8,80% (indice MSCI World). In testa alle peggiori borse c’è la Cina, con l’indice di Shangai che ha perso il 21,42%, seguita subito dopo dall’Italia (-17,71%), trascinata al ribasso come sappiamo dal comparto bancario, e dal resto delle borse europee (Francoforte -12,56%, Madrid -11,27%, Parigi -8,81% e Londra -5,46%). Anche il Dow Jones ha fatto registrare segni negativi anche se in misura minore rispetto ai listini europei (-5,80% in USD).
Ma non sono solo i mercati azionari a deludere le aspettative dei risparmiatori. Anche i titoli governativi (Titoli di Stato) – soprattutto quelli a medio lungo termine - hanno risentito della congiuntura negativa. I tassi di riferimento sono tutti col segno meno e questo condiziona pesantemente i rendimenti dei titoli a reddito fisso che da lungo tempo ormai navigano ben al di sotto della parità.
Se tenuto fino alla scadenza (2026), il rendimento lordo del BTP decennale italiano è oggi dell’1,55%, mentre quello del decennale tedesco appena lo 0,3141%. E nel frattempo, le loro vistose oscillazioni di prezzo possono indurre in perdite potenziali molto significative. Sono tanti i Btp infatti che dall’inizio dell’anno hanno subito perdite in conto prezzo anche superiori al 2%. Peggio di tutti, il Btpi-15st35 2,35%, la cui quotazione dal 1° gennaio 2016 è scesa del 2,83%.

Ho investito in fondi e comunque sto perdendo

La funzione di un fondo di investimento nei momenti di mercato come quelli a cui stiamo assistendo è quello di contenere il rischio, attenuando le perdite, attraverso un’adeguata diversificazione e la gestione professionale. Il suo rendimento deriva dai titoli in cui investe. Pertanto se i titoli hanno performances negative, lo stesso succederà al valore del fondo. Solo che questo avverrà in misura inferiore.
Rispetto a questo principio, i fondi di investimento hanno consentito di contenere sensibilmente le perdite di questo periodo. Ad esempio, l’indice di categoria Morningstar dei Fondi Azionari che investono in Cina (nella valuta locale) ha subito una flessione di poco superiore al 17%, a fronte della variazione negativa dell’indice cinese del 21,42%. L’insieme dei fondi azionari italiani ha subito perdite del 13,80%, contro il 17,71% del FTSE-MIB. E così tutti gli altri.
Anche sul fronte obbligazionario, l’indice di categoria dei Fondi Obbligazionari Governativi in euro è addirittura salito dello 0,16%, a fronte delle perdite registrate da molti titoli di Stato Europei.

E’ meglio tenere il denaro a casa

"Mettere i soldi sotto il materasso”, sembra una frase detta così per scherzare, eppure sono molti i risparmiatori che pensano che in momenti come questo sia meglio tenere i soldi a casa. Non si paga l’imposta patrimoniale dello 0,20% e soprattutto il valore del denaro non subisce perdite (inflazione permettendo). Lo hanno pensato anche Claudio e Franca, 83 e 58 anni, due pensionati di Torino che tenevano i propri risparmi in cantina. Centocinquantamila euro infilati in un’intercapedine del muro. Lì li hanno trovati alla fine di gennaio i truffatori, finti addetti dell’acquedotto, che con la scusa di un’esplosione imminente sono entrati nella loro villa, alle porte di Torino, appropriandosi di tutti i loro risparmi.
E a chi pensa che siano pochi i casi come quello dei due pensionati di Torino, riporto i risultati di un’indagine Censis sui furti nell’abitazione in Italia: 689 al giorno, cioè 29 ogni ora, uno ogni due minuti.

Meglio investire nel mattone

E’ da qualche anno ormai che comprare una casa per fare un investimento non conviene più. L’edilizia è stato il settore trainante della nostra economia per anni, ma oggi sembra aver trovato un ostacolo insormontabile: la pressione fiscale.
Il Sole24Ore ha condotto un’indagine a riguardo da cui è emerso che il mix di tasse, IMU, Tasi, IRPEF, nonché le spese straordinarie, come quelle condominiali, riescono a consumare il canone medio incassato dal locatore addirittura fino al 65%, ben oltre la metà. E se la rendita dell’investimento immobiliare è molto bassa (poco più dell’1,5% annuo, calcolato sul valore di acquisto, interessi sul mutuo esclusi), non va meglio per chi ha puntato sulla rivalutazione del valore dell’immobile. Negli ultimi 5 anni, infatti, i prezzi delle case sono crollati di oltre il 14,2% (con punte di oltre il 35%/40% nelle grandi città). In compenso, sono aumentate per i proprietari le spese di manutenzione. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che la maggior parte del patrimonio edilizio italiano risale agli anni 60 e 70 e oggi richiede interventi di ripristino particolarmente costosi.

Come proteggo i miei risparmi dalle discese di mercato?

Partiamo dal presupposto che non esiste uno strumento finanziario buono per “tutte le stagioni”. Se vi fosse, tutto il denaro dei risparmiatori sarebbe investito lì.
In secondo luogo le oscillazioni sono inevitabili, addirittura implicite nei diversi cicli dell’economia. Che comunque, nel tempo,cresce sempre (e deve farlo), pur se con qualche scossone nel breve che la costringe a rallentare. Allo stesso modo in cui un fiume, pur incontrando degli ostacoli lungo il cammino, inevitabilmente sfocia nel mare e da qui nell’oceano. Io non sono in grado di dirvi quando finirà questa turbolenza, anche perché tra le cose che credo di saper fare sicuramente non c’è la predizione del futuro. Posso però suggerirvi una piccola lista di cose che in momenti come questi non dovete assolutamente fare. Cioè:

  1. NON reagite emotivamente, vendendo i vostri prodotti finanziari e comprandone altri in preda al panico;
  2. NON dimenticate l’orizzonte temporale che avevate al momento di decidere l’asset del vostro patrimonio; mesi (anche se tanti) di tendenze negative non equivalgono a anni (decenni) di risultati positivi. Ricordiamo che i nostri nonni – prima che nascessero i BOT a dodici mesi - compravano buoni postali a 30 anni!
  3. NON dimenticate come vi siete comportati nel passato in altri momenti come questo e soprattutto cosa avreste ottenuto se vi foste comportati in maniera diversa.
  4. NON date retta a chi si professa custode della verità assoluta o a fascinosi guru della finanza (ce ne sono in tanti sulla rete e non)
  5. NON leggete troppi articoli di finanza. Tanto, ugualmente, diranno cose opposte l'uno all'altro.
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