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Quando non si evade per sopravvivere. Un caso concreto

 14-09-2017 Lino Di Santo

Secondo l'Eurispes l'Italia ha tre Pil: uno ufficiale di circa 1.500 miliardi di euro, uno sommerso equivalente a circa un terzo di quello ufficiale (ovvero almeno 540 miliardi) e uno criminale ben superiore a 200 miliardi. Il gettito fiscale nel 2016 - ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan - è stato pari a circa 490 miliardi di euro. Ciò equivale a dire che in rapporto al PIL ufficiale derivano entrate tributarie per il 32% circa.

Se solo si riuscisse a stanare, non dico tanto, almeno il 50% dell’economia sommersa e recuperare soltanto il 10% delle risorse finanziarie possedute dalle organizzazioni criminali, si potrebbe contare su un aumento delle entrate di oltre 100mld di euro all’anno, riuscendo così ad attenuare sensibilmente la pressione fiscale in capo ai contribuenti.

La cosa singolare è che tra gli evasori ti aspetti di trovare grandi imprese ed imprenditori, ed invece chi evade maggiormente sono molto spesso piccoli artigiani e ad altri lavoratori autonomi, spesso costretti a farlo per una questione di “sopravvivenza”.

Eppure stanare l’evasione è più facile di quanto si pensi. Cerchiamo di spiegarlo attraverso un esempio, prendendo a riferimento la categoria dei tassisti, di recente entrata nel “mirino” dell’Agenzia delle Entrate di Bologna e Firenze e da questa ritenuta forse quella con la percentuale più elevata di evasione.

I tassisti, in media, dichiarano al fisco un reddito netto di 17.900 euro, poco meno di 1.500 euro al mese. I dati del'Agenzia delle entrate, relativi alla categoria (18mila persone) forniscono un quadro di probabile evasione di massa, tanto che, i controlli "mirati" cui si faceva riferimento prima, ha permesso di individuare irregolarità in 7 casi su 10.

Io non so se siamo realmente di fronte ad un caso clamoroso di evasione. Ma proviamo a seguire il ragionamento seguito dagli ispettori del fisco quando hanno ritenuto accertati i casi di evasione contestata ai tassisti di Firenze.

Tutto ruota intorno ai chilometri percorsi mediamente in un anno. Gli autisti parlano di 35.000. Per il Fisco ne mancherebbero invece altri 20-25 mila.L’unico fatto certo (ricavato dalle fatture di acquisto) è che ogni tassista, mediamente, effettua almeno una sostituzione di pneumatici all’anno. Ciò significa una percorrenza minima di 30.000/35.000 chilometri.

Tralasciando il percorso effettuato ogni giorno per raggiungere la base di stazionamento (si tratta di pochi chilometri e quindi una percentuale trascurabile) e considerando che ogni volta che un taxi effettua un trasporto di un cliente verso la sua destinazione ritorna vuoto nella maggioranza dei casi, ipotizziamo allora che la parte di percorrenza annua che genera ricavi sia solo il 60%  di quella totale, cioè 20.000 chilometri.

Ora, per calcolare i ricavi, dobbiamo riferirci alle tariffe in vigore nel comune in cui viene esercitata l’attività. Io ho preso quelle del Comune di Sorrento, ma lo stesso ragionamento è valido anche per altri comuni.


Tariffe TAXI Comune di Sorrento

Alzata di bandiera

€ 4,00

Ogni scatto da 125 metri

€ 0,40

Ogni minuto di sosta

€ 0,40

Supplemento notturno dopo le 22,00

€ 3,00

Supplemento festivo

€ 2,00

Bagaglio ogni collo
(oltre 5 bagagli nessun compenso è dovuto)

€ 0,50

Chiamata oltre il Km

€ 2,50

Ritorno a vuoto oltre il Comune di Sorrento

20%

 

Prima di proseguire, è bene sottolineare che i calcoli che seguiranno, si basano su semplici ipotesi derivanti da ragionamenti d’uso quotidiano e da qualche informazione ricevuta dai diretti interessati. Ho, inoltre, considerato soltanto i trasporti all’interno del Comune, tralasciando eventuali viaggi fuori dal territorio (ove le tariffe sarebbero aumentate non meno del 20%). Si tratta, pertanto, di rappresentazioni ragionevoli e sicuramente  approssimate per difetto.

Il Comune di Sorrento ha un’estensione di  9,96 km2, e la distanza massima tra i suoi estremi è di circa 6,8 km.
Alcuni alberghi più distanti sono a circa 5 Km. (distanza stradale) dai principali punti di stazionamento dei taxi (Piazza Tasso, Porto, Stazione Circumvesuviana). Mentre la distanza Porto – Piazza Tasso è di 1,1 km. Secondo le tariffe comunali, quindi, un trasporto dal Porto a Piazza Tasso dovrebbe costare da un minimo di 7,7 euro per una corsa diurna feriale ad un massimo di 12,7 euro per una corsa festiva notturna. Mentre un viaggio fino all’albergo più distante oscilla da un minimo di 20,5 euro ad un massimo di 25,5 euro.

Torniamo però alle percorrenze annuali. Un tassista lavora in media dieci ore al giorno, il 60% delle quali le passa alla guida, 25 giorni al mese, per almeno 11 mesi all’anno. Percorrere 20.000 km in un anno (che, ripeto, sono solo quelli che generano ricavi), significa percorrere – all’interno del territorio comunale - mediamente circa 70 km. al giorno (le associazioni di categoria dei tassisti parlano in realtà di 100 Km.).
Ragionando sempre all’inverso, e considerando che la percorrenza media (se si vuole utilizzare un taxi) all’interno del Comune di Sorrento è di 5 km., a 70 Km. di percorrenza corrispondono all’incirca poco più di 14 corse, che continuiamo ad approssimare per difetto. In altri termini, in ogni turno di lavoro, un tassista effettua 14 corse singole, trasportando altrettanti passeggeri, ciascuno dei quali con un bagaglio, che ipotizziamo si rechino al punto di stazionamento (quindi senza chiamata) chiedendo di essere trasportati fino ad una destinazione distante mediamente 5 km.
Detto questo, proviamo ora ad immaginare gli orari e i giorni durante i quali questi trasporti avvengano.

Approssimando ancora per difetto, ipotizziamo che le 14 corse ed i 70 Km. siano distribuiti, nell’arco della giornata, come segue:

diurni feriali:

6

30 km.

diurni festivi:

4

20 Km.

notturni feriali:

3

15 km.

notturni festivi:

1

5 km.

 

Ora, tenendo conto delle tariffe sopra esposte, siamo in grado di eseguire tutti i calcoli, per giorno di lavoro:
Incasso giornaliero = N° corse x [((km/0,125 ) x 0,40) + supplementi + 0,5 (colli) + alzata di bandiera)]

6 x [(40 x 0,40) + 0 + 0,5 + 4] = 6 x (16 + 0,5 + 4)

=

€ 123,00

4 x [(40 x 0,40) + 2 + 0,5 + 4] = 4 x (16 + 2 + 0,5 + 4)

=

€ 90,00

3 x [(40 x 0,40) + 2 + 0,5 + 4] = 3 x (16 + 3 + 0,5 + 4)

=

€ 70,50

1 x [(40 x 0,40) + 2 + 0,5 + 4] = 1 x (16 + 2 + 3 + 0,5 + 4)

=

€ 25,50

Totale

=

€ 309,00

 

Conoscendo l’incasso stimato giornaliero, è allora possibile ricavare quello annuale, moltiplicando il primo per ciascuno dei 25 giorni del mese e ancora per gli 11 mesi di lavoro. Il risultato è 84.795,00 euro.
Una bella cifra, soprattutto se consideriamo che è stata ottenuta approssimando per difetto tutte le variabili. Abbiamo infatti considerato 11 mesi su 12 e 25 giorni su 30. Ricordiamo poi che le 14 corse giornaliere, rappresentano una media annua, ovvero un valore medio tra i trasporti effettuati durante i mesi estivi, decisamente superiori, e quelli invernali, molto probabilmente inferiori.

Ma ora che abbiamo stimato i ricavi, abbiamo necessità di considerare anche i costi che inevitabilmente si abbattono su un’attività di trasporto pubblico, come è appunto quella dei taxi. Essi sono riconducibili essenzialmente a:

  • Quota interessi (eventuali)
  • Tassa Automobilistica
  • Premio Ass. RCA
  • Quota capitale (ammortamento dell’autoveicolo)
  • Carburante
  • Pneumatici
  • Manutenzioni e Riparazione

 

Come è facile intuire, questi variano in funzione del tipo di autoveicolo e dei km. percorsi in un anno.
Il calcolo non è semplice, ma ci viene in soccorso l’ACI ed il suo calcolo dei costi chilometrici. L’autoveicolo considerato è quello che sembra il più in voga tra i tassisti sorrentini, e non solo, cioè il Mercedes VIANO 2.2 CDI 163CV.

Per questo tipo di autoveicolo i costi presi in considerazione dall’ACI sono:

COSTI NON PROPORZIONALI €

Quota Interessi

1.810,74

Tassa Automobilistica

335,40

Premio Ass. RCA

3.050,50

TOTALE

5.196,65

 

COSTI PROPORZIONALI €/km

Quota Capitale

0,113830

Carburante

0,146750

Pneumatici

0,024426

Manut.ni e riparazioni

0,090000

TOTALE

0,375006

 

A differenza dei ricavi, per determinare i costi consideriamo la percorrenza effettiva, cioè 35.000 km. all'anno. Per questa percorrenza, l’ACI indica un costo complessivo per chilometro (al lordo di IVA), pari a € 0,5265745. Ossia € 18.430,11 per ogni anno di lavoro effettivo (275 giorni).

In conclusione, siamo in grado di stimare con ragionevole approssimazione i ricavi netti (ante imposte) di un’attività di taxi in una località turistica come Sorrento (dove le licenze sono 40 e le presenze turistiche superano i 2 milioni e 500 mila all’anno). Questi, infatti, sono pari a 84.795,00 – 18.430,11 = € 66.364,89, ossia più di 5.500,00 euro al mese. Ben distante dagli studi di settore che attribuiscono invece ai tassisti un reddito netto di poco più di 1.500,00 euro al mese. Che sia poco credibile lo dimostra anche il costo delle licenze, che diversi operatori raccontano di aver pagato fino a duecentomila euro (e in qualche caso anche oltre), una cifra troppo alta per giustificare un guadagno di circa millecinquecento euro al mese.

Fin qui il ragionamento seguito dall’Agenzia delle Entrate. Giusto o sbagliato che sia, ha scatenato controlli a tappeto in varie città, da Genova a Milano, a Bologna, Roma e Firenze. Qui, nel 2011, in seguito alla segnalazione di un cittadino, la Guardia di Finanza ha scoperto una rilevante evasione fiscale quantificata in oltre 3 milioni di euro in 21 casi accertati. In un caso, addirittura, si è scoperto anche che una licenza acquistata ufficialmente per 800 euro era stata pagata in realtà oltre 200 mila euro. La persona denunciata, inoltre, a cui sono stati confiscati i beni, è risultata anche titolare di un bar (i tassisti non possono esercitare altre attività), che aveva rilevato grazie ai circa 350.000 euro sottratti al fisco.

Ovviamente si tratta di un caso limite, che sicuramente non coinvolge l’intera categoria. Perché, accanto a questi soggetti, che sicuramente non evadono soltanto per una questione di sopravvivenza, ci sono tassisti che, oltre a lavorare sodo, pagano le tasse in modo equo.

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COMMENTI (5)

  • Luciano

    21-10-2017 18:08:24

    A Londra 100 chilometri si fanno con 69 sterline poco più di 75 euro

  • Lino Di Santo

    30-09-2017 21:35:33

    Certo Sig. Carmelo, anche tra i tassisti, come in tutte le categorie, ci sono quelli che fanno il loro lavoro dichiarando fino all'ultimo centesimo. Io non intendo assolutamente stigmatizzare l'intera categoria. Mi è capitato di leggere l'articolo sul Corriere Fiorentino sulle evasioni contestate e ho cercato di fare qualche ipotesi per capire se il ragionamento del Fisco poteva avere un fondamento. Ma è ovvio che si tratta semplicemente di un'ipotesi.

  • Carmelo

    29-09-2017 22:17:57

    Faccio il tassista a Milano e mi alzo a volte alle 4 del mattino per andare a casa alle 10 di sera. In una giornata riesco a guadagnare anche 300 / 350 euro comprese le mance. Le tasse le pago tutte, comprese le multe che prendo perchè i clienti mi fanno fermare in doppia fila. Non tutti i tassisti sono come li descrivi

  • Gianfranco G.

    29-09-2017 13:00:22

    Hai già pagato poco , io da piazza tasso al porto di piano 45,00

  • Anonimo

    20-09-2017 20:55:44

    Nel mese di agosto io e mia moglie abbiamo preso un taxi dal porto di Sorrento per andare al nostro albergo in Piazza Vittoria. Costo 30 euro per una distanza che il telefonino mi dava poco più di un km

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