• Home
  • Articoli
  • La Germania vuole il bail-in anche per i titoli di Stato

La Germania vuole il bail-in anche per i titoli di Stato

 22-03-2016 Lino Di Santo

Da quando – ad inizio del 2015 - il governatore Mario Draghi ha annunciato al World Economic Forum che avrebbe acquistato titoli di debito pubblici attraverso un programma di "alleggerimento quantitativo", la BCE ha immesso fino ad oggi nel sistema oltre 720 miliardi di nuova liquidità. E ad oggi, ancora nessuno può avanzare previsioni sul termine delle straordinarie manovre di politica monetaria messe in atto dalla Banca Centrale Europea. Anzi, il 10 Marzo scorso quest’ultima ha deciso a maggioranza, con voto contrario della sola Germania, di aumentare da 60 a 80 miliardi di euro l'importo mensile di acquisto col Quantitative Easing; di estendere l'acquisto a titoli non governativi, emessi da società private non bancarie, aventi rating superiore a BBB-; di mantenere allo 0% il tasso di interesse di riferimento, di abbassare il tasso sui depositi dal -0,3% al -0,4%.

Si tratta di decisioni senza precedenti nella storia della BCE. Potranno mai durare all'infinito? E che cosa accadrà quando esse verranno meno? A che livello torneranno i tassi di interesse? Quale sarà l'effettivo premio al rischio che il mercato chiederà per le differenti condizioni di bilancio dei singoli Paesi dell'Eurozona?

Anche se risulta estremamente difficile dare una risposta certa a tali domande, la Germania sembrerebbe aver studiato un piano per affrontare l’eventuale impatto negativo. A svelarlo è Carlo Bastasin, un editorialista de "Il Sole 24 Ore", nel suo articolo pubblicato il 15/12/2015 intitolato "Il piano tedesco su debito e aiuti Ue".

Secondo Bastasin, la proposta del governo tedesco prevederebbe che, nel caso in cui uno Stato dell'Unione Monetaria dovesse chiedere un aiuto finanziario ai partners, la scadenza dei suoi bond governativi verrebbe automaticamente allungata. Ciò produrrebbe di fatto una ristrutturazione del debito pubblico in termini reali grazie all'allungamento delle scadenze.

Ma come si può farlo senza mettere a repentaglio anche il bilancio delle banche, visto l’accumulo di tali titoli negli assets bancari?

La richiesta tedesca prevede allora che ai titoli del debito pubblico venga tolta la qualifica di non rischiosità. Una volta stabilito che i bond governativi sono titoli come gli altri, le banche saranno incentivate a ridurne le quantità detenute in bilancio.

A quel punto, potrebbe essere concretamente possibile, sempre secondo Berlino, ristrutturare i debiti pubblici evitando il rischio che le banche falliscano, con conseguenze irreparabili per l'economia.

Tale proposta è stata confermata anche da un documento ufficiale pubblicato dalla Bundesbank nello scorso mese di dicembre 2015, secondo il quale, prima di procedere con la garanzia comune europea sui depositi dei risparmiatori (terzo pilastro dell'Unione Bancaria) è necessario che venga approvata l'omologazione delle norma di diritto fallimentare in tutti i Paesi di Eurolandia. Ciò presumibilmente per evitare che i costi di ristrutturazione e fallimento delle imprese di un Paese, vengano scaricati sull'intera Eurolandia, attraverso il bilancio delle banche.

La giustificazione addotta è quella di evitare il moral hazard, che porti i governi dei Paesi meno disciplinati ad accumulare debiti pericolosi. Appare evidente, invece, che lo scopo reale della proposta sia solo quello di evitare che i contribuenti tedeschi debbano fare fronte ai debiti pubblici ed ai problemi bancari degli altri Paesi in modo diretto.

Se dovesse passare la proposta di Berlino, sarebbe concreto il rischio di una nuova frammentazione all’interno dell’Eurozona, con la conseguente riemersione di differenti premi di rischio per i titoli pubblici emessi dai Paesi, come l’Italia, meno virtuosi e nuovi ampliamenti degli spreads.

Tutto ciò impone ai risparmiatori una valutazione attenta del proprio portafoglio, soprattutto se particolarmente esposto verso titoli governativi dell’Eurozona, al fine di considerare l’eventuale riduzione del peso di questi titoli, in particolare per le duration più lunghe.

  • CONDIVIDI

COMMENTI (0)

COMMENTA L'ARTICOLO