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Montepaschi: parte l'offerta di ristoro agli ex obbligazionisti

 31-10-2017 Lino Di Santo

Dopo che il ministro dell’Economia ha firmato nella serata di ieri e la Corte dei conti ha poi registrato il provvedimento, è partita alle 8:30 del 31 ottobre, con scadenza alle 16.30 del 20 novembre 2017, l’offerta di "ristoro" ai risparmiatori che si erano ritrovati forzatamente in possesso di azioni di Mps nei mesi scorsi, dopo la conversione delle obbligazioni subordinate originariamente scadenti nel 2018.

A questi azionisti “forzati”, il meccanismo previsto dal decreto, offrirà, un titolo di debito non subordinato (BMPS Tasso Fisso 2017 - 2018) , con scadenza 15 maggio 2018, il cui rendimento effettivo si conoscerà non prima del 24 novembre 2017, quando, si legge nello stesso decreto, sarà "presa a riferimento l'obbligazione senior BMPS, con cedola 3,625% e scadenza 1 aprile 2019 (codice ISIN XS1051696398), riservata a investitori istituzionali. [...] Poiché tale Emissione Senior Istituzionale ha una durata più lunga di quella dei Titoli di Debito Senior in emissione, il relativo rendimento viene opportunamente corretto applicando un fattore moltiplicativo che tenga conto della diversa scadenza, ricavato dalla curva dei credit default swap senior sull'Emittente (i “CDS BMPS”).

Nessuna sorpresa sulle condizioni che deve soddisfare l'oramai ex obbligazionista subordinato per aver accesso alle procedure di ristoro. Il decreto ha infatti confermato che l'investitore, con l'accettazione dell'offerta, rinuncia ad avviare qualsiasi lite "avente ad oggetto la commercializzazione delle obbligazioni subordinate UT2".
Questo, inoltre, al momento dell'acquisto dell'obbligazione, doveva essere classificato come investitore al dettaglio (anche se dipendente o collaboratore del Gruppo Montepaschi). E, infine, gli unici quantitativi di obbligazioni ritenuti validi ai fini del ristoro, sono quelli acquistati entro il 31 dicembre 2015 per il tramite della Banca MPS o di altre società del Gruppo.

Rimane invece ancora aperto il nodo del riparto che, come è noto, riguarda l'ammontare massimo dei Titoli di Debito attribuibili (1,536 miliardi di euro) a fronte di un quantitativo di obbligazioni subordinate potenzialmente superiore (l'ammontare originario dell'Obbligazione Upper Tier II 2008 – 2018 era di €2.160.558.000). Il decreto prevede in questo caso che le Azioni BMPS UT2 che potranno poi essere convertite in titoli di debito saranno ripartite secondo il metodo del “pro-rata” (cioè calcolata in base al rapporto tra 1.536.000.000 ed il valore nominale complessivo dei Titoli di Debito Senior che BMPS dovrebbe emettere sulla base delle Adesioni ricevute.

Al momento, l'unico dato certo sull'ammontare delle obbligazioni subordinate in circolazione (dedotto anche dal numero delle azioni cosiddette BMPS BURDEN IT) al 3 ottobre 2017 è pari a 2.056.034.667. In base a questo importo, se confermato, sarebbe lecito attendersi che solo il 74,70% delle azioni BMPS UT2 potranno essere accettate per la conversione in titoli senior, e quindi che ad ogni ex obbligazionista resti il possesso di azioni per il 25,29%. Ma, considerando le quantità detenute da investitori professionali, quelle acquistate successivamente al 31 dicembre 2015 ed, infine, quelle acquistate ad un prezzo inferiore a quello di emissione (cioè 100.000 euro di obbligazioni subordinate acquistate a 90 valgono all'incirca 90.000 euro di titoli senior e non 100.000), è ragionevole supporre che la percentuale di riparto, sarà sensibilmente superiore, forse anche superiore al 90%.

Con la firma del decreto e la pubblicazione del documento di offerta di scambio, si conclude una vicenda che aveva lasciato col fiato sospeso le diverse decine di migliaia di risparmiatori che avevano acquistato l'Obbligazione Upper Tier II 2008 – 2018. Ricordo che queste obbligazioni offrivano due cedole pagate semestralmente (a maggio e novembre di ogni anno) al tasso pari all'euribor semestrale maggiorato di 2,5 punti. La prima cedola è stata pagata a novembre del 2008, mentre l'ultima il 15 maggio del 2017 (godimento precedente alla sospensione). Nella tabella seguente, sono elencate tutte le cedole pagate.

Valuta
Euribor 6M
Tasso cedolare lordo
Imposta
Tasso netto
15/11/2008 4,879 7,379 12,50% 6,46%
15/05/2009 4,309 6,809 12,50% 5,96%
15/11/2009 1,479 3,979 12,50% 3,48%
14/05/2010 0,991 3,491 12,50% 3,05%
12/11/2010 0,976 3,476 12,50% 3,04%
13/05/2011 1,275 3,775 12,50% 3,30%
14/11/2011 1,699 4,199 12,50% 3,67%
14/05/2012 1,688 4,188 20,00% 3,35%
15/11/2012 0,977 3,477 20,00% 2,78%
15/05/2013 0,361 2,861 20,00% 2,29%
15/11/2013 0,303 2,803 20,00% 2,24%
15/05/2014 0,32 2,82 20,00% 2,26%
15/11/2014 0,429 2,929 26,00% 2,17%
15/05/2015 0,178 2,678 26,00% 1,98%
15/11/2015 0,06 2,56 26,00% 1,89%
15/05/2016 -0,011 2,489 26,00% 1,84%
15/11/2016 -0,144 2,356 26,00% 1,74%
15/05/2017 -0,21 2,29 26,00% 1,69%

 

Questo significa che un ipotetico investitore retail che avesse acquistato 10.000,00 euro di obbligazioni all'emissione, avrebbe incassato fino alla fine di maggio del 2017 cedole per un importo complessivo netto pari € 2.660,61 (tasso medio netto del 2,83%). E l'offerta di scambio gli concederebbe di uscire indenne da un investimento che poteva far temere il peggio. Ovviamente, per avere un quadro preciso bisognerà attendere di conoscere i fattori che possono influenzare ancora l'esito dell'operazione (l'eventuale riparto, il valore delle azioni MPS che potrebbe continuare a detenere in caso di riparto e, in misura minore, anche il tasso di rendimento effettivo del titolo di debito che gli verrà assegnato in cambio delle azioni), ma direi che lo scenario peggiore può dirsi definitivamente scongiurato.

Con il tool seguente, possiamo provare ad inserire dei valori ipotetici relativi ai tre fattori di cui ho scritto e cercare di conoscere il risultato finale dell'operazione di investimento originata dalla sottoscrizione dell'Obbligazione Upper Tier II 2008 – 2018. Si tratta, ovviamente, di un mero esercizio teorico, che non ha attinenza alcuna con i personali obiettivi di investimento.

 

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COMMENTI (1)

  • Anonimo

    02-11-2017 19:11:34

    Non riesco a capire perchè lo Stato è intervenuto a ristoro degli obbligazionisti del Monte dei Paschi e non di quelli delle banche venete

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