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Un risparmiatore informato è un risparmiatore salvo

 16-06-2016 Lino Di Santo

Poche ore fa un altro risparmiatore, un ex operaio di 69 anni di Montebello Vicentino si è suicidato con un colpo di arma da fuoco dopo aver perso una somma cospicua investendo i suoi risparmi, da pensionato, nella Banca Popolare di Vicenza.

E’ uno dei casi, l’ennesimo, che alimenta la disaffezione dal mondo bancario da parte dei risparmiatori. Una banca si basa per definizione sul concetto di fiducia: io ti do i miei soldi in custodia, tu me li tieni al sicuro e mi fido di te.

Il problema è che le banche, dalla semplice custodia del denaro, non guadagnano più nulla e per sopravvivere sono costrette a vendere e far vendere ai propri dipendenti ciò che a loro serve in un determinato periodo.

Nessuno apparentemente viola la legge e i regolamenti e per questo l’azione di vigilanza e controllo dei soggetti a ciò deputati in molti casi non portano a nulla o – in casi eccezionali - alla irrogazione di sanzioni di lieve entità.

Da consulente finanziario, e lo dico con sincerità, mi addolora sapere che un essere umano è costretto al suicidio. Purtroppo individualmente non possiamo fare molto. Ma insieme sì. Prendiamo allora atto del fatto che il nostro denaro (quello di tutti) è essenziale per il sistema bancario. Non fidiamoci delle belle parole o del bell’aspetto. Solo in Italia ci sono ben 649 banche diverse. Tutte più o meno offrono gli stessi prodotti o le medesime condizioni. Alimentiamo allora la concorrenza e pretendiamo la massima informazione e trasparenza quando qualcuno ci propone di investire il nostro denaro. Se non abbiamo capito, il problema non è nostro. E’ di chi non è riuscito a spiegarci bene.

E ricordate che un risparmiatore informato è un risparmiatore salvo.

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